CON LIBRI: le recensioni di Concresco
03/07/2008
Donne e topi
"L'eleganza del riccio" (Muriel Barbery, e/o edizioni, 18 euro) e "Firmino" (Sam Savage, Einaudi, 14 euro) sono due opere prime, e due casi editoriali. Il loro successo, prima all'estero e poi in Italia, è dovuto al cosiddetto passaparola tra lettori, e non è un caso che entrambi i romanzi abbiano come protagonisti dei lettori. Lettrice è Renée ne "L'eleganza del riccio", e lettore Firmino nel romanzo omonimo. Renée e Firmino hanno altro in comune: sono esseri solitari, dotati di un gusto squisito e di un aspetto repellente, padroni di una cultura vastissima costruita da autodidatti attraverso la frequentazione di librerie, particolarissimi cineclub e rifiuti sociali di vario assortimento. Certamente nel mondo sono migliaia, possibilmente milioni visto il successo, i lettori disposti a riconoscersi in una descrizione simile. Eppure Renée e Firmino non fanno parte di una massa, anzi si trovano ai livelli più bassi della scala sociale: sono una portinaia e un topo (anzi, per non confonderlo con la diversa razza di adorabili creature disneyane, un ratto). A livello simbolico incarnano l'indifferenza, se non lo scherno, di cui comunemente viene fatto oggetto il desiderio di conoscenza, il sapere senza finalità di potere. In modo simmetrico ne "La sovrana lettrice" (Alan Bennett, Adelphi, 13,50 euro) Elisabetta d'Inghilterra, nel momento in cui decide di dedicarsi alla letteratura, scopre di non aver più voglia di regnare. Sembra che gli scrittori, anche quelli affermati, affidino il perpetuarsi della conoscenza agli umili, e che non abbiano più alcuna fiducia nella possibilità che la cultura possa essere di utilità ad altri che a se stessi.
Eppure non si tratta di una visione disfattista sulla forza e sulla necessità della conoscenza. Se pure sembra chiaro che la letteratura non contribuirà a fare dei lettori degli uomini "di successo" secondo l'accezione comune del termine (incarico che invece si arroga tanta pseudoletteratura che si spaccia per psicologia), è altresì implicito, nel messaggio contenuto nei romanzi citati, che la letteratura è materiale resistente. Che resiste, e che fa resistere. Resistono Renée e Firmino, nonostante la loro infima posizione e, sottolinea la regina d'Inghilterra, grazie alla loro infima posizione. In un mondo conformista, se non addirittura protocollare, e baldanzosamente votato alla distruzione dietro l'alibi del benessere e del progresso, leggere non è tanto una fuga nell'immaginazione, nel sogno, quanto uno strumento di autoconservazione - una questione di vita o di morte. I lettori - portinaie, ratti, regnanti in odor di abdicazione - non salveranno il mondo, ma almeno se stessi, sì.
E allora, attraverso una scrittura brillante, ironica, non di rado poetica e mai patetica, in cui situazioni surreali diventano credibili grazie ad un impianto narrativo solido, senza cedimenti stilistici ed emotivi, ecco delle favole contemporanee per adulti perplessi, che invitano a resistere all'omologazione e al degrado culturale, a fare della propria diversità uno scudo. E che ancora una volta, ma non è mai troppo, insegnano a riconoscere la bellezza anche quando è sotto mentite spoglie.
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Elena De Paoli - La libreria di Treviglio