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G8 lavoro/ Quattro mosse per ridurre l'impatto della crisi sull'occupazione

31/03/2009

Le azioni indentificate sono quattro: ''Promuovere attivamente politiche mirate a sostegno del mercato del lavoro al fine di ridurre la disoccupazione; favorire lo sviluppo delle competenze, in linea con le esigenze del mercato del lavoro, per aiutare le persone a mantenere il proprio potenziale di occupabilita' ed evitare fenomeni di disocupazione di massa anche attraverso schemi di sostegno alla disoccupazione (ad esempio, riduzione compensata dell'orario di lavoro o divisione dei compiti) associati a misure formative; garantire un efficace sistema di protezione sociale, per aiutare i lavoratori colpiti dalla crisi e le loro famiglie e consentire al mercato del lavoro di rispondere ai cambiamenti strutturali in senso lato''

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Il documento finale dei lavori del G8 ritiene inoltre che ''l'implementazione di politiche attive a sostegno del mercato del lavoro, in associazione a programmi di assitenza destinati ai disoccupati, possono migliorare le possibilita' di reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro e prevenire la disoccupazione a lungo termine.
I nostri governi devono assicurare che tali politiche siano attuate da servizi pubblici per l'impiego efficienti e moderni e, sulla base di politiche nazionali, privati, in grado di associare l'erogazione dei sussidi all'attivita' di collocamento, nonche' fornire assistenza legata al mercato del lavoro a coloro che ne hanno bisogno''. I paesi del G8 ritengono inoltre basilare il processo di formazione definito ''strumento fondamentale per aumentare la produttivita' e per il buon esito della ripresa''.


A tale scopo, nel documento finale si legge che ''e' importante assicurare che le persone abbiano accesso ad un'istruzione di buona qualita', mantengano e ripristinino l'impiego e l'occupabilita', concentrandosi sulla formazione e le competenze, con particolare enfasi sulla riqualificazione e la creazione di competenze''.


Riguardo poi a nuove forme di occupazione i paesi del G8 rilevano ''il potenziale per nuove opportunita' di impiego per il futuro nel settore delle tecnologie ambientali (green job). Anche il settore dei servizi sociali (sanita', istruzione e assistenza all'infanzia, agli anziani e ai disabili) puo' fornire opportunita' di lavoro, contribuendo allo stesso tempo a raggiungere altri obiettivi cruciali (white job)''.


Il documento finale del G8 riconosce inoltre che ''i programmi efficaci e responsabili di sostengo al reddito, incluse politiche di salario minimo ove appropriato, devono proteggere le categorie piu' disagiate e vulnerabili nei nostri paesi, garantendo al contempo incentivi alla ricerca di lavoro''. Il documento avverte pero' che ''e' importante che il prepensionamento dei lavoratori piu' anziani non venga utilizzato come mezzo per ridurre la disoccupazione''.


Per il miglior funzionamento del mercato del lavoro, il G8 propone invece: politiche attive a sostegno del meccanismo, inclusi sussidi per il lavoro temporaneo e servizi di collocamento; formazione e miglioramento di competenze soprattutto per i disoccupati e per le persone a rischio di licenziamento e soluzioni temporanee di lavoro flessibile, compreso il part-time e la riduzione dell'orario di lavoro per evitare licenziamenti, oltre ai costi per le imprese associati ai licenziamenti e alle successive riassunzioni e impedire perdite di capitale umano per le singole aziende.


Una parte del documento viene dedicata anche alla parti sociali. Per il G8 ''un dialogo sociale, forte, efficace e significativo, che comprenda una maggiore partecipazione dei lavoratori al processo di ristrutturazione economica, potrebbe mitigare gli effetti della crisi per i lavoratori e i datori di lavoro, oltre a conseguire un alto livello di crescita economica e migliorare gli standard di vita. Il rafforzamento del dialogo sociale consente la partecipazione attiva delle parti sociali nei consessi internazionali''.


Il G8 si impegna poi ''a promuovere il dialogo e la cooperazione con i governi dei paesi emergenti e in via di sviluppo e con le istituzioni internazionali a fine di preservare e sviluppare il capitale umano, contribuire ad affrontare l'occupazione e le sfide sociali derivanti dall'attuale crisi finanziaria a livello globale, migliorare e garantire uno sviluppo piu' sostenibile e promuovere la coesione sociale''.

(Fonte: www.affaritaliani.it)

 

 

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