Green, burocrazia e credito frenano il solare
11/03/2009
In Italia, secondo uno studio condotto lo scorso mese di ottobre da EuPD Research, è prevista una crescita costante nel fotovoltaico a differenza dei due mercati chiave in Europa, la Germania e la Spagna. Con un incremento medio annuo stimato del 119% rispetto al 26% del totale degli altri paesi europei, l'Italia è oggi considerata un paese con grandi potenzialità. Secondo lo studio di EuPD Research, nel 2010 si avvicinerà alla Spagna con 355 MW di potenza installata - solo poco sotto ai 400 MW che costituiscono il nuovo tetto annuale della penisola iberica. Il giro di affari in Italia è stimato in circa 800 milioni di euro per il 2008 e per il 2009 le stime fatte dal Gifi, associazione di produttori, parlano di almeno 250 Mw installati, per un giro di affari di 1,2 miliardi di euro.
Stima che potrebbe essere di gran lunga maggiore se il Governo varasse provvedimenti per la semplificazione reale dei processi autorizzativi a quanto dicono le due principali associazioni di produttori del settore, Gifi e Assosolare che hanno preparato un documento comune, definito "position paper" in cui analizzano la situazione di difficoltà in cui le aziende devono operare a causa dei ritardi burocratici per le autorizzazioni di nuovi impianti fotovoltaici. Il meccanismo di incentivazione - Conto Energia - varato nel 2007 ha già dato un considerevole contributo alla semplificazione delle procedure rispetto al precedente conto energia, considerando che mentre gli impianti in esercizio con il vecchio conto sono 5.161 dal febbraio 2007 sono entrati in esercizio ben 25,475 impianti per una potenza installata di 248.676 Kw. Ciò nonostante, lo sviluppo dell'energia fotovoltaica nel nostro paese deve ancora confrontarsi con due criticità: le difficoltà di allacciamento alla rete e la complessità delle procedure autorizzative. Criticità che, secondo il documento diramato dalle due associazioni, sono state in parte superate grazie alla pubblicazione nel 2008 da parte dell'AEEG del Testo Integrato delle condizioni tecnico ed economiche per la connessione alla rete (TICA - AEEG Delibera ARG/elt 99/08). Malgrado perciò qualche cosa sia stato fatto per snellire le pratiche, soprattutto in qualche Regione più virtuosa da questo punto di vista, come la Puglia per esempio, le procedure per ottenere le autorizzazioni e la fondamentale connessione alla rete elettrica sono ancora troppo lunghi e difficoltosi. Nove mesi per un piccolo impianto e quasi un anno mezzo per uno di taglia grande, sono infatti oggi i tempi medi che un imprenditore più o meno deve attendere prima di veder partire il proprio impianto. E considerando che si parla di investimenti in certi casi piuttosto consistenti i tempi rischiano di essere un fattore assolutamente castrante per potenziali nuovi grandi investitori. "Le differenti procedure amministrative regionali e le difficolta' di cui sopra- accusano Gifi e Assosolare- stanno causando rallentamenti nella realizzazione dei progetti aumentando la sfiducia degli investitori, soprattutto esteri". Come se non bastasse poi ad aumentare le difficoltà è intervenuta la stretta sul credito, che a sentire i principali operatori del settore si sta facendo sentire e anche tanto sui nuovi finanziamenti nel solare. Le difficoltà incontrate dagli operatori nell'accedere al credito necessario ad essere competitivi sul mercato potrebbero perciò presto compromettere molti business plan. In alcune regioni del sud sembra stia fiorendo un nuovo business alla ricerca di impianti già autorizzati ma che a causa della improvvisa mancanza di fondi non stati completati e rimangono perciò inutilizzati. Ecco perché malgrado le rassicurazioni da parte delle banche la situazione del credito rischia di dare un brutto colpo allo sviluppo del settore in Italia in un momento di grande fermento. "Una maggiore fiducia da parte degli istituti creditizi nelle competenze del comparto fotovoltaico e l'elaborazione di innovativi strumenti finanziari per facilitare l'accesso al credito, contribuirebbe a portare nuovo slancio all'industria fotovoltaica italiana, con positive ripercussioni non solo in termini di potenza installata ma anche in termini di occupazione" preconizzano di Gifi ed Assosolare. Insomma secondo gli operatori il settore fotovoltaico potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per tutta l'economia soprattutto di alcune regioni del meridione, come Sicilia e Puglia, da sempre alle prese con una crisi economica e con problemi strutturali che ne impediscono crescita ed occupazione.
(fonte: Affari Italiani)
Due Con