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Non dirlo a nessuno

20/05/2008



Dal 15.05 al 25.05.08

TEATRO I
NON DIRLO A NESSUNO
Liberamente tratto da "Il Buon Dio di Manhattan" di Ingeborg Bachmann
Buon Dio e Giudice, Jan e Jennifer, Frankie e Billy: Alberto Onofrietti, Irene Valota
adattamento e regia Francesca Garolla
aiuto regia Isabella Saliceti
suono Luca De Marinis
luci e tecnica Marco Preatoni
stage Camilla Magnani
produzione Teatro i


Francesca Garolla, regista ventiseienne diplomata alla Paolo Grassi, firma la sua seconda regia con "Non dirlo a nessuno", liberamente tratto da "Il Buon Dio di Manhattan". Il testo della Bachmann è un radiodramma datato 1958. Un contrappunto di voci e di suoni a determinare gli eventi. Parole e parole. Il linguaggio del radiodramma, in quanto tale, non è specificatamente teatrale e omette l'importanza delle immagini.
La scelta della regista nasce proprio dalla sfida di dare corpo a una parola che il corpo non prevede. Di dare un luogo fisico ad uno spazio abitato solo da suono.
"Non dirlo a nessuno" indaga il testo della Bachmann cercandone il "segreto".
Due giovani si incontrano per caso, si innamorano perdutamente, si isolano sempre più dal resto del mondo per vivere fino in fondo il loro sentimento. Un amore irrazionale e pericoloso perché al di fuori di qualsiasi condizionamento sociale. Il Buon Dio cerca di ucciderli credendo così di mantenere l'ordine imposto dalla società e di eliminare l'amore, un sentimento che ritiene solo pericoloso.
Una serie di dialoghi separati. Frammenti incrociati del processo del Giudice al Buon Dio, della relazione amorosa di Jan e Jennifer e delle scappatelle feroci di Frankie e Billy, due scoiattoli. Il tutto nella cornice di una società assordante che va a rotoli e si regge solo grazie all'ipocrisia di regole. In questo testo ciò che sembra il bene è il peggiore dei mali: l'amore. Qualcosa di pericoloso e inutile, un di più, il superfluo che minaccia l'onestà.
Sei protagonisti, ridotti ai volti di due soli attori. Un uomo e una donna.. Io e l'altro per eccellenza, perché dietro a personaggi diversi riconosciamo lo stesso dramma, lo stesso segreto, declinato in infinite varianti.
L'autopsia di un amore assassinato e poi sezionato, come una piccola cavia. Con cura, con dolcezza, senza pietà. Una storia sull'amore, ma non d'amore.
L'obiettivo è quello di mettere a nudo. Spogliare. Smascherare, denudare. Rendere il volto trasparente affinché l'anima affiori. Bianca e luminosa. Bella oppure mostruosa.
I volti sembrano diversi: giudice e condannato, amante e amato, disonesto e ingannato, vittima e carnefice, Ma cosa c'è sotto la pelle del Buon Dio e del Giudice, cosa sotto quella di Jan e Jennifer, e Frankie e Billy?
Cosa non può essere detto?
Gli esseri umani differiscono l'uno dall'altro solo per infinitesimi particolari, lavato via il volto non rimarrebbero che ossa e un'oscura, magnifica uguaglianza.
Bisogna scavare. Andare oltre. Guardare "il cuore palpitante e le ossa lustre".
Quello che resta è solo una lunga notte afosa. Una notte in cui si dorme nudi, senza giudizio, senza pudore. Una notte in cui le regole sono dimenticate e solo un Buon Dio può ricordarle.

Francesca Garolla si diploma in regia all'Accademia d'arte drammatica Paolo Grassi nel 2005 e collabora attivamente con Teatro i dal novembre 2004, lavorando come aiuto regista a "Kamikaze", "Il teatro è cominciato" , "Prima della pensione" (anche nel ruolo di interprete), "Morbid", "Dare al buio (la fine), firmati da Renzo Martinelli e nel 2006 ha firmato la regia di "Elettra-Quel che rimane", sempre prodotto dal Teatro i .
Nella stagione 2007/2008, e per i due anni a venire, Teatro i produrrà nuovi lavori di Francesca Garolla, affiancandola in un processo di acquisizione di mezzi tecnici ed espressivi.

Info e prenotazioni: 02 8323156 | info@teatroi.org | http://www.teatroi.org/

 

Giusi Riva

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