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"Preparare i giovani di oggi ai mercati del lavoro di domani"

20/10/2009

Il documento Italia 2020, Piano di azione per l'occupabilità dei giovani attraverso l'integrazione tra apprendimento e lavoro dei Ministri Sacconi e Gelmini lancia un piano di azione per la piena occupabilità dei giovani.
Si tratta di una iniziativa che si inserisce sul solco di analoghi interventi negli Stati Uniti e nel Regno Unito e che individua nell'investimento sui giovani una scelta strategica di rinnovamento e uscita dalla crisi. Istruzione e formazione per un apprendimento continuo e di qualità sono indicati come strumenti principali per preparare i giovani di oggi ai mercati del lavoro di domani. La flessibilità del mercato del lavoro impone di ricostruire la sicurezza dei giovani attraverso un solido bagaglio di competenze come forma di tutela stabile e duratura che, diversamente da sostegni fiscali intermittenti, rappresenta un vero patrimonio individuale per adattarsi e migliorare nei diversi contesti.
Da questa prospettiva il Piano Giovani formula proposte concrete. Sei i punti chiave: facilitare la transizione scuola-lavoro, promuovere l'istruzione tecnico-professionale, incoraggiare l'utilizzo dell'apprendistato, ripensare i tirocini formativi, rinnovare il ruolo della formazione universitaria e favorire l'apertura dei dottorati di ricerca al mondo delle imprese. La realizzabilità di tali obiettivi è indubbiamente legata al superamento di alcune difficili sfide culturali. Abolire il valore legale del titolo di studio, rendere più flessibili i percorsi formativi, favorire una reale integrazione tra scuola/università e impresa.
La battaglia più difficile resta maturare un riconoscimento pieno della valenza educativa e culturale del lavoro. Il Piano individua a riguardo due strumenti fondamentali: apprendistato e formazione tecnico-professionale.
L'apprendistato rappresenta una leva imprescindibile per l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. È uno strumento di placement altamente efficace, integra formazione e lavoro, costituisce una occasione strutturata di dialogo tra mondo produttivo e dell'istruzione, ancora troppo spesso chiusi e autoreferenziali.
Il Piano giovani ricorda che tramite il percorso in apprendistato i giovani si avvicinano al mondo del lavoro e imparano a sviluppare la cultura del diritto e del dovere, della responsabilità, dell'etica, della organizzazione, compresi i rapporti di relazione. Lo studente-lavoratore si trova al centro del percorso formativo e lavorativo, congiuntamente progettato da scuola/università e impresa/ operatore del mercato del lavoro. Un rilievo fondamentale acquistano le figure di docenti deputati al tutoraggio personalizzato, al counselling e all'holding dei giovani nei percorsi formativi in alternanza.
Il Piano punta l'attenzione sul binomio istruzione/formazione tecnico-professionale per superare i pregiudizi ancora diffusi, soprattutto verso il lavoro manuale, che in molti casi intrappolano i giovani in percorsi scolastici e universitari senza reali sbocchi professionali. L'evidenza empirica dimostra come, in Italia, negli ultimi anni i percorsi di istruzione e formazione professionale siano tornati ad essere una scelta gradita dai giovani, ma l'offerta di diplomati tecnici rimane più bassa della domanda.
Il Piano Giovani prevede che istruzione e formazione tecnica e professionale siano rinnovate tramite percorsi formativi nei luoghi di lavoro e in assetto lavorativo, per una effettiva integrazione tra sapere e fare. Per questo motivo la proposta è superare l'archetipo liceale e caratterizzarsi per il contatto col mondo del lavoro e la qualificazione specifica della classe docente. Al riguardo è proposta la creazione di "comitati tecnicoscientifici" come canale di insegnamento anche per i professionisti del mondo del lavoro, attualmente esclusi dall'insegnamento in assenza di una specifica abilitazione.
Il Piano rappresenta certamente una iniziativa innovativa e inaugura una collaborazione organica tra Ministero del lavoro e Ministero dell'istruzione, consegnando ai giovani un ruolo di protagonisti che, superata la logica della precarietà e della insoddisfazione, siano posti in grado di cogliere anche nella crisi straordinarie opportunità di cambiamento.

Emmanuele Massagli
Scuola internazionale di dottorato
in Diritto delle relazioni di lavoro
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Adapt - Fondazione Marco Biagi

Lisa Rustico
Assegnista di ricerca
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Fonte: Bollettino Adapt 19/10/2009

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