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Rinnovabili/ Il made in Italy punta all'estero

16/03/2009

Da tempo si parla del nostro paese come lo sbocco naturale per gli investitori internazionali che desiderano investire nelle rinnovabili. L'Italia infatti oltre ad avere un piano di incentivi generosi ed avere le condizioni geografiche migliori per quanto riguarda sole e vento, ha anche un ritardo dal punto di vista industriale che lo rende molto arretrato rispetto a paesi come Spagna e Germania, che si sono mossi molto prima rispetto a noi in questo settore. Ma per sovvertire questo trend sembra che il governo stia cominciano a muoversi per aiutare la ancora piccola industria nostrana delle rinnovabili a crescere. E per fare questo si punta non solo al nostro paese ma anche ai mercati internazionali.
Anche il settore delle rinnovabili finalmente, sarebbe il caso di dire, viene perciò aiutato a crescere per cominciare a creare quella filiera industriale che ancora manca, per evitare quella che rischia di essere una vera e propria colonizzazione da parte di spagnoli tedeschi, americani e giapponesi. È stato firmato, infatti, venerdi scorso dal sottosegretario con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso e dal presidente di APER (l'associazione delle imprese italiane per le energie rinnovabili) Roberto Longo un accordo di settore della validità di due anni e che vedrà il co-finanziamento fino al 50%, da parte del Ministero anche attraverso l'Ice, delle iniziative di internazionalizzazione promosse per le delle aziende italiane.
Un accordo che mira, tra l'altro a promuovere attività di formazione e informazione verso le imprese italiane e gli operatori esteri, prevedendo anche la divulgazione di studi specifici riguardanti la struttura e le caratteristiche del mercato dell'energia nei paesi che verranno selezionati; azioni a più stretta valenza di promozione commerciale, quali gli incoming di operatori stranieri in occasione di fiere italiane del settore.
"Con il ministro Scajola - ha spiegato Urso - siamo impegnati a valorizzare al massimo le fonti rinnovabili. L'impegno del governo si è concentrato principalmente su tre linee di intervento: adeguamento delle normative, semplificazione, innovazione. E, da oggi, possiamo aggiungere anche il capitolo fondamentale dell'internazionalizzazione".
Il sottosegretario ricorda che attualmente il rapporto tra produzione da fonti rinnovabili e produzione totale di energia "è in Italia al 15,7% e che il governo si è posto l'obiettivo di innalzare progressivamente sino al 25%: un obiettivo ambizioso ma realistico". "Come associazione raggruppiamo 400 imprese del settore - ha dichiarato Roberto Longo Presidente di APER - e puntiamo su una crescita stabile del settore che rappresentiamo, sia come produttori di energia, sia come filiera industriale del settore delle rinnovabili.
Questa stabilità si fonda anche sull'esportazione di modelli imprenditoriali e di tecnologie e vede quindi nell'internazionalizzazione della categoria - promossa attraverso questo accordo - un'importante chiave di sviluppo e una reale opportunità economica ed occupazionale per il nostro paese. Esprimiamo quindi grande soddisfazione per il risultato raggiunto, testimonianza dell'attivo proporsi dell'Associazione come punto di riferimento nel rapporto tra le imprese di settore e le Istituzioni."
Urso ha ricordato che "il Piano interregionale sulle energie rinnovabili mette a disposizione risorse per oltre 2 miliardi di euro fino al 2015, destinate alle regioni del Mezzogiorno, particolarmente ricche di fonti primarie rinnovabili. Nell'erogazione di queste risorse applicheremo criteri rigorosi, in grado di selezionare i progetti con le migliori prospettive di sviluppo. Dobbiamo puntare su livelli di eccellenza, su iniziative che siano sostenibili sul piano finanziario, compatibili con l'ambiente e tecnologicamente all'avanguardia. Solo così potremo recuperare i ritardi accumulati nel passato, sostenere le fonti rinnovabili e contribuire in modo concreto al riequilibrio del nostro mix energetico, con vantaggi significativi per le imprese, le famiglie e la competitività dell'intero Paese".

(fonte: www.affaritaliani.it)

 

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