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Tata compra jaguar e Land Rover

28/03/2008

Ora è ufficiale: il gruppo automobilistico indiano Tata Motors ha chiuso l'accordo per acquistare dalla statunitense Ford i marchi Jaguar e Land Rover. Lo rivelano i sindacati britannici, dopo che ieri la notizia era stata diffusa come anteprima dal canale televisivo indiano NDTV.

L'operazione è costata la bellezza di 2,3 miliardi di dollari ed è la fine di una trattativa lunghissima, infinita, che ha sfibrato soprattutto gli uomini Land e jaguar, lasciati in balia di gossip di ogni genere. In tutti i casi si tratta di una tappa storica: e non tanto perché gli indiani conquistano due gioielli dell'industria inglese, quanto per il fatto che questa vendita è la prova del fallimento Ford in fatto di gestione di altri marchi. E' vero che l'India è stata una colonia inglese, ma è anche vero che l'industria dell'auto inglese è morta da secoli e che di fatto Jaguar e Land Rover sono da anni in mano agli americani (così come Bentley, Mini e Rolls Royce appartengono ai tedeschi).


Gli errori di Ford nella gestione Jaguar sono stati tanti, tantissimi. Primo fra tutti quello di temere oltre ogni limite ragionevole la concorrenza fra Land Rover e Jaguar stessa. Così alla casa di Coventry hanno negato il progetto del Suv, l'unico che avrebbe potuto risollevare le sorti della casa inglese. Non solo: la piccola X-Type è stata lanciata in grandissimo ritardo, e poi abbandonata a se stessa, con nessun rilancio e pochissimi aggiornamenti tecnici. Al punto che la gemella Ford Mondeo per un lungi periodo ha beneficiato per prima di un diesel più potente, di un bel cambio automatico e di un'elettronica più sofisticata.

Ma gli errori della Ford con la Jaguar - purtroppo - non sono finiti qui: a Detroit hanno ucciso nella culla il progetto di produrre una piccola spider (tipo la Porsche Boxster per intenderci) che avrebbe rilanciato di certo l'immagine sportiva della casa e sostenuto le vendite. In più al momento di rilanciare la XJ la Ford ha optato per un design troppo conservativo che alla fine ha offuscato una tecnologia sofisticatissima (motori modernissimi fino a 400 Cv e una scocca realizzata interamente in alluminio). Così l'ammiraglia del gruppo non è mai stata competitiva con le vetture che - secondo Ford - avrebbe dovuto infastidire, ossia Audi A8, Bmw serie 7 e Mercedes classe S.

Detto questo, ora - per gli appassionati del marchio inglese - c'è solo da festeggiare: Tata non potrà che fare meglio di Ford e avranno di sicuro quel sacro rispetto che si deve avere verso i miti. Ratan Tata, numero uno del gruppo indiano, ha già indicato che non farà rivoluzioni: "Vogliamo conservatore l'immagine, il tocco e il tatto dei due marchi. La nostra sfida è di farli crescere e prosperare". Il "prosperare" è emblematico però perché tutti sanno che la Land Rover è attualmente profittevole, la Jaguar è invece in rosso.

In tutti i casi, per ora, non cambia nulla: le condizioni dell'accordo prevedono che Tata si assumerà le passività derivanti dai pensionamenti e continuerà a rifornirsi di motori, carrozzerie e altri sistemi dagli stabilimenti della Ford a Bridgend, in Galles, e a Dagenham, nei pressi di Londra. La Land Rover concentra le sue attività in stabilimenti che si trovano a Solihull nelle West Midlands mentre la Jaguar ha impianti di produzione a Castle Bromwich nelle Midlands e ad Halewood, vicino a Liverpool.

Ed è anche importante sottolineare il fatto che Tata non stravolgerà neanche l'organizzazione commerciale delle due aziende: in Europa e negli Usa il colosso indiano non ha praticamente nulla ed è probabile anzi che da questo punto di vista saranno Jaguar e Land Rover a dare una mano alla diffusione del marchio Tata. Vedremo. Per ora una cosa è certa: i due brand inglesi sono finiti nelle mani di un gruppo industriale fra i più solidi al mondo. Una buona premessa per il futuro, soprattutto di questi tempi...

(fonte La Repubblica)

Giusi Riva

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