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U’ Panaro filosofo

10/12/2007

Pasquale, detto "u' panaro", perché i panari, le ceste, sono il suo capolavoro.

Scava la terra in cerca di radici nascoste, lunghe, sottili.

Non si accontenta delle prime che trova; il tempo gli ha insegnato i requisiti della ricerca.

Poi le lascia seccare, nè troppo, perchè si romperebbero, nè troppo poco, perchè farebbero le muffe.

Con le radici, Pasquale costruisce la struttura del panaro. Le dispone a raggiera: le fondamenta, la base del cesto. Poi le dirige e le erge ai lati: i pilastri. E raggruppando in fascio tre pilastri, li intreccia per dar forma al manico, che deve essere robusto per reggere il peso del contenuto futuro del panaro. Che non c'è ancora.
Perchè dovrà procedere a slalom tra raggi e pilastri, con sottili sezioni di canna, a sua volta preparate ad arte. Un materiale plastico e resistente ma che segna le dita con tagli tanto sottili quanto dolorosi.
Passaggi accurati. Dentro e fuori. Un lavoro a spirale sul fondo del panaro.
Dritto e rovescio. Per tessere le pareti.
Giorni di lavoro e di passione.

Non è un artigiano. È un filosofo.

Le radici nascoste: i valori portanti.
Le sezioni di canna: uomo e donna.
Dentro e fuori, dritto e rovescio: il nostro fare quotidiano.
Il risultato non è un panaro: è fare della vita un contenitore di senso.

Pasquale sta a Linosa.

http://www.linosa.biz/home.it.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Linosa

Manuela Bartesaghi

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