La risalita delle professioni tecniche
10/03/2008
Il biennio lasciato alle spalle ha segnato una radicale inversione di rotta rispetto alle ultime tendenze dell'occupazione italiana a svilupparsi nelle sue componenti meno qualificate.
Dopo anni in cui i possibili trend di crescita erano andati progressivamente ad ingrossare le fila dei segmenti più bassi della piramide occupazionale, il mercato sembra essersi infatti finalmente riorientato verso obiettivi di crescita qualitativi, riscoprendo il valore delle competenze tecniche.
Tra 2004 e 2006, infatti, dei 584 mila nuovi posti, ben il 90% hanno interessato profili tecnici intermedi, il cui incremento è stato nell'arco di soli due anni del 12%.
Un dato positivo che trova spiegazione in un complesso articolato di fenomeni:
- nel lento esaurisi della spinta occupazionale innescata dal boom dell'immobiliare, che aveva prodotto tra 2000 e 2004 una crescita esponenziale in tutto il comparto edile, con conseguente crescita dei profili operai;
- nella definitiva metabolizzazione della Legge Bossi - Fini, che con l'ingresso di oltre 700 mila occupati immigrati, aveva contribuito a produrre la crescita di tutto il comparto dei servizi alle famiglie, rappresentato in massima parte da professioni non qualificate;
- nell'avvenuta ripresa di un tessuto produttivo che, per fronteggiare le sfide della complessità globale, ha dovuto in questi ultimi anni innovare nel profondo le proprie stategie d'impresa, anche ricorrendo a professionalità più qualificate, in grado di tradurre in termini organizzativi e strategici gli obiettivi di sviluppo;
- una lenta e progressiva professionalizzazione del comparto dei servizi sociali, che si è trovato negli ultimi anni a passare da logiche di gestione per lo più spontanee ed informali, a meccanismi di governance sempre più sofisticati e ispirati a principi di efficacia e managerialità.
Negli ultimi due anni la quota più significativa di nuova occupazione è nell'ambito dei servizi ( + 534 milati di lavoro , per un incremento del 3,7%). Di cui:
- Sevizi sociali + 399 mila per un incremento del 12,8%
- Servizi alle imprese + 230 mila per una crescita del 10,4%
Dell'ampia platea di professionalità in possesso di conoscenze e competenze specifiche, a crescere in misura maggiore sono state sopratutto le professioni d'azienda, i tecnici dell'amministrazione e dell'organizzazione, addetti al controllo di produzione, al trattamento delle informazioni, corrispondenti in lingue, aumentati di oltre 126 mila unità ( + 12,3%) in due anni, e che hanno contribuito per ben il 21,7% alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Segue:
- comparto delle professioni paramediche - crescita del 15,1
- tecnici delle scienze ingegneristiche - crescita del 11,9%
- tecnici delle scienze quantitative - crescita del 20,4%
Proprio la specificità dei profili in crescita, che risponde alle maggiori richieste di mercato, ha consentito anche di accrescere le chances occupazionali per alcuni specifici segmenti di offerta di lavoro, da sempre poco favoriti dalle caratteristiche proprie della nostra struttura occupaszionale, donne e giovani.
(fonte Rapporto CENSIS)
Giusi Riva